IMPRESSIONI DI VIAGGIO …

In una cornice pittoresca, tra il cielo azzurro e il rigoglìo opulento della natura che si risveglia puntuale a primavera, sullo sfondo di un  mare blu che lambisce la terraferma e scandisce, lento, il ritmo della vita, sorge Rovinj. E’ qui che ha inizio una straordinaria avventura, un viaggio errabondo tra le luci soffuse della sera che ci accoglie nel chiarore del plenilunio, un viaggio nella magìa dei colori che conduce, quasi “per mano”, in un tempo immoto, un tempo senza tempo o semplicemente fuori dal tempo: il verde delle chiome dei cipressi che ondeggiano leggiadre alla lieve brezza che le scuote e il mosaico cromatico delle case che, pietra su pietra, si stagliano sullo sfondo fiabesco e silente, animato di tanto in tanto dall’ andirivieni dei passanti. L’impressione istantanea è di “appartenere” a quel luogo, sia pur sconosciuto, un luogo in cui “ritrovare” e “ritrovarsi”. L’accogliente costa istriana restituisce al nostro immaginario, come in un abbraccio, il tepore del sole che bacia radioso, al mattino, il porticciolo dei pescatori, tra le dita rosate dell’alba e il dedalo di vie che si intersecano in un unicum ininterrotto. E’ una fitta trama di emozioni, un susseguirsi incessante di tacite intese, di sguardi rubati, di frammenti, di sorrisi, di suoni e dell’inebriante profumo di lavanda…. È il flusso della vita che disperde ogni confine tra ciò che sono Io e ciò che sei Tu. Siamo o non siamo Cittadini del mondo?

Prof. Tanja Calì

 

 

La nostra avventura comincia da Rovinj, una piccola città che si affaccia sulle acque del mare blu , tra piccoli sentieri acciottolati e deliziose casette di pescatori…Ci  integriamo subito, quasi fosse un’esperienza già vissuta , parte di questa umanità così familiare e pur così diversa , nello stesso tempo.

La scuola ci accoglie festosa e l’atmosfera è ovunque ospitale e gioiosa.  I docenti ci invitano, fin dall’inizio, a fare nostro  il loro motto “Opustise I Uzivaj”  (Relax and enjoy yourself) , evidenziando come l’armonia del contesto operativo e la serenità d’animo con cui si  vive la scuola siano entrambe  condizioni necessarie ai fini dell’efficacia educativa e didattica. L’attività che svolgiamo, job shadowing, ci induce non solo ad osservare e ad analizzare nel dettaglio l’aspetto strettamente metodologico , ma ad abbracciare soprattutto una visione d’insieme in cui l’uso strategico dello spazio fisico e degli strumenti fa indubbiamente “la differenza”: un ampio spazio verde all’ingresso della scuola   diventa così  il locus amoenus ideale per svolgere la lezione  in una tiepida giornata di primavera, mentre la biblioteca , posta al 1 piano dell’Istituto ed  accessibile liberamente agli studenti, diventa lo spazio ideale per una tranquilla lettura o ( perche no?)  il luogo ideale per socializzare con i compagni e svolgere attività ludico-ricreative. Intorno a noi è tutto un tripudio di colori…ogni ambiente ci appare  curato e la nostra percezione è che sia quasi spontaneo per gli studenti “autodisciplinarsi” in questa cornice scolastica che promuove la bellezza come valore non solo estetico , ma finalizzato al benessere interiore.  Nulla sembra lasciato al caso. Partecipiamo alle lezioni nell’ottica di un confronto e scambio di buone pratiche, osservando come esista un sottilissimo “filo di Arianna” capace di farci sentire a casa perché , in fondo, i bisogni di chi insegna e di chi apprende sono uguali e ben poco contano le distanze geografiche o la diversità culturale,  che è certamente risorsa e mai un limite . Gli studenti si mostrano curiosi e interagiscono, in una babele di lingue che si susseguono (inglese, italiano, croato…),  rendendo sempre viva e mai ridondante la nostra presenza in aula. La Mitteleuropa   è una realtà.

prof.ssa Tanja Calì

 

Erasmus. Viaggiare, insegnare e imparare

 

“Viaggiare, insegnare e imparare”. Questi tre verbi racchiudono l’essenza della mia esperienza di mobilità Erasmus a Rovigno, Croazia. A dire il vero potrei elencare tantissime altre parole (senza contare le impressioni e le emozioni provate), ma queste sono per me le più rappresentative.

Il primo passo di questo viaggio inizia già nel mese di novembre, quando presento la richiesta per partecipare alla mobilità. Ho scelto Rovigno perché, grazie all’attività di teaching assignment, avrei avuto l’opportunità di insegnare italiano a studenti stranieri, un’occasione irresistibile per chi come me ha avuto una precedente esperienza proprio in questo campo, anche se solo in Italia. L’idea di poter insegnare la nostra lingua e di poter trasmettere qualcosa della nostra cultura fuori dall’Italia è stata la motivazione principale che mi ha convinto a intraprendere questo percorso. Mi attivo subito, quindi, contattando la collega Kristina Ferrara della scuola “Juraj Dobrila”, per pianificare il lavoro da svolgere nelle classi in base al livello di conoscenza che gli alunni croati hanno dell’italiano. Dopo aver preparato tutti i materiali necessari per le lezioni (fotografie, testi, slides, canzoni…) non resta altro da fare che la valigia.

Il soggiorno a Rovigno si tiene nel periodo compreso tra il 15 e il 20 maggio 2022.

Arrivo in una piccola città mediterranea, colorata e dalle atmosfere veneziane dove la gente ti accoglie con calore e ospitalità dicendo “dobrodošli”, benvenuti. È lo stesso calore con cui io e le mie colleghe siamo accolti a scuola: l’ambiente scolastico è colorato e luminoso e le lezioni si tengono in un clima sereno e divertente. I colleghi e il Direttore ci danno il benvenuto facendoci sentire a casa e gli alunni partecipano con interesse alle attività proposte (dibattiti, lavori di gruppo, ascolto di canzoni…) e sono curiosi di imparare cose nuove sull’Italia. L’attività di insegnamento è sicuramente impegnativa dal punto di vista didattico ma anche dal punto di vista della responsabilità, dato che – oltre a veicolare strutture grammaticali e lessico – cerco di trasmettere valori come empatia, rispetto reciproco e apertura verso gli altri. Questa stessa apertura l’ho riscontrata da parte dei colleghi e degli alunni croati: l’intera settimana si svolge all’insegna dello scambio, della reciprocità, della voglia di imparare dall’altro e di conoscersi. Alla fine di questo viaggio posso dire di essere tornato a casa con tanta esperienza in più, tanta soddisfazione e con un bagaglio di conoscenze più ricco.

Desidero ringraziare la nostra collega Alessandra per l’impegno profuso nell’organizzazione e gestione del Progetto Erasmus+, i ragazzi e i colleghi croati per averci accolto, ma soprattutto le mie colleghe e compagne di viaggio Eleonora, Salvina e Tanja per aver condiviso con me questa bellissima esperienza.

Hvala I Doviđenja! Grazie e arrivederci!

prof. Massimiliano Maida

 

La nostra esperienza di affiancamento scolastico (job shadowing) in Croazia, presso la Primary School Juraj Dobrila Rovinj è stata un’occasione di crescita, di arricchimento professionale e di confronto costruttivo. Diverso, innanzitutto, il sistema  educativo in Croazia: la “Primary school” include, infatti, la fascia di età dai 6 ai 14 anni; ciò significa che corrisponde alla nostra scuola primaria e secondaria di 1° grado.  La nostra attività di osservazione è stata svolta prevalentemente nelle classi corrispondenti alla scuola secondaria, ma abbiamo anche avuto la possibilità  di visitare una vicina scuola italiana appartenente allo stesso comprensorio.

Ciò che abbiamo subito osservato è stato l’ambiente accogliente, immerso in un grande spazio verde, reso fruibile sia per i momenti ricreativi sia per le attività didattiche.  Anche all’interno della scuola tutto era predisposto in modo funzionale: salendo le scale, “step by step”, “apprendimento passivo” delle regole grammaticali e/o della matematica, salottini di sosta creati con materiali da riciclo e, soprattutto all’ingresso, nella grande hall, un enorme murales dedicato ai progetti Erasmus realizzati, biglietto di presentazione, a riprova della grande apertura della scuola alla dimensione interculturale. 

Diversa poi l’organizzazione scolastica: nel corpo docente mancano sia le funzioni strumentali sia la figura del coordinatore di classe, sostituita da quella del “Capoclasse” che ha una maggiore libertà di movimento e libertà decisionale, una figura su cui ufficialmente gravano una responsabilità e un carico di lavoro maggiori, ma condivisi con altri docenti.  

Libertà di movimento e responsabilizzazione sono caratteristiche che accomunano sia docenti che discenti.  Ad ogni cambio ora non i docenti bensì le classi si spostavano autonomamente, con ordine e disciplina, nelle aule predisposte ed attrezzate per le diverse attività didattiche, compresa la biblioteca, un ambiente in cui gli alunni potevano recarsi e trascorrere momenti di relax, uno spazio fruibile per varie attività ( lettura,  giochi di società,  recupero, attività “peer to peer”…), sia durante le pause didattiche, sia  durante l’ora alternativa all’insegnamento della religione.  La “videosorveglianza” per gli spazi comuni, vissuta impercettibilmente,  era l’unico sistema di vigilanza.  Le attività didattiche, metodologicamente analoghe alle nostre, si sono svolte, day by day, in un clima di well-being scolastico reso possibile, oltre che da un ambiente accogliente, da un modo di vivere più rilassato e tempi più distesi, dal piacere di lavorare e confrontarsi per una crescita comune.

In una semplice frase …

“Opusti se uživaj” (Relax and enjoy yourself)

 

Le prof.sse 

Eleonora Traina e Salvina La Rocca